Il sommelier sa consigliare al cliente i migliori
vini da abbinare in funzione del menù scelto, garantisce e valuta
lo stato di temperatura ed il grado alcolico con gli oppositi
strumenti.
Tra tali strumenti possiamo ricordare:
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IL TERMOMETRO
Il termometro a lettura rapida è un oggetto molto simile ad
una penna a sfera che permette di verificare l'esatta temperatura
alla quale servire il vino. E’ preferibile usarlo in un bicchiere
di servizio piuttosto che agganciato alla sua custodia e infilato
nel collo della bottiglia. Non deve essere bagnato, ma va solo
asciugato dopo l'uso con un panno pulito, come il tastevin.
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IL TASTEVIN
L'oggetto che più di ogni altro contraddistingue il sommelier
è senza dubbio il luccicante tastevin in argento. Già nell'antichità
esisteva uno strumento simile a una tazza, utilizzato per assaggiare
il vino.
Esiste un unico tastevin per tutte le tipologie di vino.
Quello che oggi viene comunemente utilizzato risale al XVII
secolo: presenta la tradizionale forma a tazza, larga 8 centimetri
e profonda 2 centimetri, con bordo arrotondato, un anello e
un poggiadito. Al centro della tazza vi è una "bolla di
livello" che indica il livello massimo del vino da versare
per l'assaggio. Attorno alla bolla vi sono 14 perline in rilievo,
per consentire al vino di ossigenarsi perfettamente.
L'ossigenazione
avviene tramite un regolare e delicato movimento rotatorio che
permette al vino, passando sulle 14 perline, di creare piccoli
gorghi e dunque di "rompersi". All'interno della tazza
troviamo da un lato delle "nervature" sottili che
servono per esaminare i riflessi e le sfumature dei vini bianchi
e dall'altro 8 incavi circolari (perle), utili per individuare
eventuali particelle in sospensione nei vini rossi.
Il materiale principe è l'argento per la sua proprietà di dissolvere
l'anidride solforosa contenuta nei vini bianchi giovani.
Il tastevin viene generalmente portato appeso al collo con
una catena dotata di moschettone.
Attenzione: il tastevin non si lava mai con l'acqua per evitare
il formarsi di muffe microscopiche che altererebbero l'assaggio.
Si preferisce l'impiego di alcool.
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PINZA A SPUMANTE
E' l'attrezzo che serve per estrarre i tappi a fungo degli spumanti
e funziona come una normale pinza dai bordi arrotondati. 
Spesso la pinza viene accompagnata dal trancino, attrezzo che
serve per tranciare il metallo o lo spago delle gabbiette di
ancoraggio dei tappi degli spumanti. Generalmente il trancino
si presenta come una specie di pinza a forbice a bordi combacianti
e taglienti.
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CAVATAPPI
Esistono vari tipi di cavatappi.
Quello tradizionalmente utilizzato per l'apertura di una bottiglia
è proprio quello più semplice: il cavatappi a leva. Questa versione,
chiamata anche levatappi a leva, è quella utilizzata dai sommelier
professionisti ma anche dai barman e dagli addetti alla ristorazione,
poiché con sicurezza e velocità si può aprire una bottiglia
con manovre elementari. Il cavatappi a leva è costituito da
un manico (generalmente in plastica o metallo, ma si trova anche
in versioni più costose ed eleganti in osso o corno) a presa
ergonomia, al centro del quale è inserita una spirale appuntita
lunga intorno ai 6 centimetri che andrà inserita al centro del
tappo (la spirale viene chiamata anche "verme"). Ad
un'estremità del manico troviamo da un lato una lama a coltellino
che si
utilizzerà
per incidere e rimuovere la capsula di alluminio al di sotto
del cercine (la nervatura sul collo della bottiglia, detta anche
baga), dall'altro lato la leva, che può presentarsi ad 1 oppure
2 tacche: il modello a 2 tacche permette un'estrazione del tappo
meno faticosa e più efficace perché si esegue in due passi.
Sulla leva si può notare anche la presenza di un'incisione che
serve per utilizzare il cavatappi come apribottiglie per tappi
a corona.
L'affermazione di questo utensile come apribottiglie
avviene nel XVIII secolo quando soprattutto in Inghilterra il
cavatappi viene prodotto in ogni foggia, con pregevoli decorazioni
e materiali raffinati. I collezionisti ed i nobili si rivolgono
agli artigiani per avere pezzi unici e preziosi. A cavallo tra
il '700 e l'800, grazie anche alla spinta del reverendo Samuel
Henshall che a Birmingham ottiene il brevetto per la produzione
in serie, il cavatappi è oggetto di una diffusione capillare
e viene prodotto in varie forme: a farfalla, a rubinetto, a
doppia vite, a campana, a manovella, a cremagliera, a concertina,
ecc. Una bellissima collezione si può ancora ammirare nel Museo
Martini di Storia dell'Enologia che si trova nella sede della
Martini & Rossi (Chieri TO - fraz. Pessione, Stabilimento
Martini & Rossi, p.zza Luigi Rossi, 1 Tel. 011/94191) .